
L’influenza è una malattia nota, ma non facile da riconoscere, perché molti dei suoi sintomi sono caratteristici anche delle sindromi parainfluenzali – come raffreddore, faringite, laringite, tracheite, bronchite e polmonite – causate da altri microrganismi.
Arriva l’inverno e, come ogni anno, insieme al freddo ecco fare capolino all’influenza, malattia ricorrente non sempre facile da distinguere dalle cosiddette sindromi parainfluenzali, ovvero raffreddore, bronchite e polmonite fino a tracheite, laringite e faringite, causate da differenti microrganismi a causa delle sintomatologie fin troppo simili.
Come riconoscerla
Per riconoscere l’influenza può essere di sicuro aiuto conoscerne le caratteristiche peculiari: si scatena soprattutto in inverno, ovvero nel periodo che va da dicembre a marzo, ha una durata non superiore alla settimana – più un eventuale periodo di recupero – in cui compaiono sintomi come febbre alta, raffreddore e/o altri problemi alle vie respiratorie, gola arrossata e dolorante, dolori muscolari.
Per le persone di età superiore ai 75 anni, l’influenza potrebbe essere leggermente differente, con temperatura più bassa ma caratterizzata da astenia, articolazioni e muscoli doloranti oltre a un’intensificazione di tutti quei piccoli disturbi specifici dell’età avanzata.
Il vaccino: chi deve e chi non deve farlo
Da somministrarsi tra la metà di ottobre e la fine di dicembre, il vaccino antinfluenzale può rivelarsi di fondamentale importanza per alcune categorie di persone come le persone anziane o affette da patologie che potrebbero essere aggravate dall’influenza; allo stesso modo le donne in gravidanza al 2° o 3° trimestre e i medici o personale medico a contatto con soggetti a rischio possono trarre giovamento dalla vaccinazione.
Ovviamente, tornano sempre utili le normali precauzioni contro la diffusione e il contagio da parte dei virus: lavarsi le mani di frequente, buttare i fazzoletti utilizzati (se di carta) e cercare di evitare, per quanto possibile, di condividere spazi piccoli e poco areati con persone contagiate e in fase acuta.
Alcune categorie possono richiedere la vaccinazione gratuita, normalmente disponibile nelle Asl. A poterne farne richiesta sono le seguenti categorie di persone:
- età superiore a 65 anni
- affette da patologie croniche dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio (es. asma, bronchite cronica, enfisema)
- affette da malattie metaboliche (es. diabete, di tipo reumatico o immunologico)
- lavoratori presso servizi pubblici
- assistenti di persone anziane e/o a rischio
- in attesa di interventi chirurgici di grande entità
Vaccino: quali precauzioni prendere prima di effettuarlo
Prima di effettuare il vaccino antinfluenzale è sempre necessario il parere positivo del medico curante, in particolare per le categorie di persone che in passato hanno riscontrato alcune tipologie di allergie, come quelle alle proteine dell’uovo o problemi immunitari di differente natura.
Le donne in gravidanza o in fase di allattamento, invece, non dovrebbero riscontrare alcuna problematica con la somministrazione; in ogni caso è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di famiglia.
Una volta effettuato il vaccino, potrebbero però comparire alcuni effetti collaterali. Tra i più comuni vi sono febbre leggera e malessere generale, con possibilità di dolori muscolari, insieme ad arrossamenti e prurito nella zona dell’iniezione.
Tali reazioni non sono solitamente pericolosi; in caso dovessero sussistere dopo 1 o 2 giorni dalla vaccinazione è però caldamente consigliata una visita al proprio medico curante o, nei casi più gravi, al pronto soccorso più vicino.
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