LA LEGGE SUI VACCINI: ma …. perchè?

Fermo restando il mio favore scontato per la profilassi delle malattie (per chi vuole approfondire può collegarsi a questa pagina), ho sempre pensato e continuo a pensare che la legge fatta dal governo sui vaccini sia brutta, sbagliata, incivile e per certi versi assurda. Ma perché? A parte le ragioni di merito su cui abbiamo discusso tanto, quali sono le motivazioni vere che spiegano questa apparente assurdità?

Continuo a credere, considerando tutto, che al governo (o meglio ex governo) non interessava fare una buona legge per gli italiani ma solo ottemperare a degli accordi internazionali in ragione dei quali l’Italia è diventata paese capofila per la vaccinazione del mondo.

Nessuno si è mai chiesto ma perché proprio l’Italia? E la risposta più plausibile non è perché abbiamo degli igienisti e degli epidemiologi famosi nel mondo, o perché l’Istituto superiore di sanità è davvero superiore, o perché noi siamo più bravi degli altri, ma è ragionevolmente geopolitica: noi siamo al centro del Mediterraneo e quindi siamo la porta di ingresso per l’Europa degli immigrati (…. sì ancora loro!!!).

Per comprendere certe forzature quindi dovremmo vedere la nostra legge come qualcosa di straordinario cioè quasi come una misura eccezionale che va ben oltre il calo della copertura vaccinale e ben oltre l’ambito strettamente nazionale. Vediamo le forzature, quelle più importanti.

  • La prima è stata quando il governo, sui vaccini, decide di “scippare” l’iniziativa legislativa al Parlamento e di giocarsela tutta di corsa per conto suo attraverso un incomprensibile decreto d’urgenza obbligando il parlamento con la fiducia a chinare la testa (venduti!!!);
  • la seconda è stata quando i vaccini da atti consensuali, come consigliato dall’Organizzazione mondiale della sanità, sono diventati in modo ingiustificato trattamenti sanitari obbligatori;
  • la terza: la flagrante anti-costituzionalità delle norme;
  •  infine, la quarta sul piano scientifico dove la mistificazione è massima. Vi sono vaccini nei quali prevale il vantaggio del singolo su quello collettivo per i quali non ha senso imporre l’obbligatorietà e invocare l’interesse collettivo (almeno sei su dieci).

La ex ministra Beatrice Lorenzin molto compiaciuta dei complimenti ricevuti dall’Europa sulla legge vaccini, alludendo a Romania e Francia, ha dichiarato “anche altri paesi stanno seguendo la rotta tracciata dal nostro Paese” fino a auspicare che “in tutta Europa siano resi uniformi i calendari vaccinali in modo da poter rendere omogenea la copertura dei bambini di tutta l’Unione europea”; e ancora “Sul tema della salute dobbiamo rafforzare la cooperazione internazionale (….) Il nostro Paese si trova al centro dell’area mediterranea e le molte crisi internazionali hanno portato a nuovi imponenti flussi migratori. È necessario rafforzare i controlli nei confronti di malattie endemiche riemergenti come polio, tubercolosi, meningite o morbillo. Se vogliamo evitare il collasso dei sistemi sanitari del Vecchio Continente dobbiamo rafforzare i processi di vaccinazione verso tutte le persone che vivono in Europa (…) Abbiamo già sufficiente esperienza per coordinare campagne di prevenzione contro nuove possibili epidemie”.

Le dichiarazioni del ministro Lorenzin ci fanno comprendere che il calo della copertura vaccinale, fenomeno che non mi sogno di negare, è usato in realtà dal governo italiano, come giustificazione per mettere in campo una politica di difesa dell’Europa e per esportare un modello di profilassi coercitivo da rendere omogeneo in tutti i paesi d’Europa contro i pericoli di epidemie relativi agli immigrati.

La Lorenzin, ministro della Salute, parla di “malattie endemiche riemergenti” che rischiano di “collassare” i sistemi sanitari e propone di “rafforzare i processi di vaccinazione verso tutte le persone che vivono in Europa” rendendo “uniformi i calendari vaccinali in tutta Europa”.

Mi si obietterà, immagino, che le autorità sanitarie internazionali hanno il dovere di prevedere i problemi. D’accordo, ma qualsiasi previsione comunque deve basarsi su dei dati, su dei fatti e non essere strampalata e implausibile.

Di cappellate fino ad ora queste autorità ne hanno fatte parecchie gridando a epidemie inesistenti, obbligandoci a comprare enormi quantità di vaccini per poi buttarli nel cesso, e solo per pararsi le terga dalle responsabilità. Resta il fatto che, anche prevedendo epidemie improbabili, non ha senso approvare una legge tanto irrazionale sulla base delle angosce dell’Europa e degli interessi dell’industria farmaceutica.

Ma secondo voi, ha senso per proteggere l’Europa da rischi inesistenti, obbligare i paesi sviluppati a profilassi discutibili come se fossero paesi sottosviluppati e per di più minacciati da epidemie che non esistono? in Questa legge sui vaccini vedo tanta imbecillità nazionale e internazionale, tanti affari e poco amore per i cittadini.

 

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