
Ebbene, Io lo avevo detto (anche più volte), dal pulpito di questo Blog: Quanto più si revocano le prestazioni di invalidità civile, tanto più guadagneranno i medici a fine anno. In estrema sintesi questo sembra essere il messaggio che l’Inps (Istituto nazionale di previdenza sociale) ha inviato ai medici propri dipendenti; e non avevo dubbi dal momento che tutto questo accanimento nei confronti degli invalidi……
La determinazione presidenziale n. 24 del 13 marzo 2018 dell’Inps, firmata dal presidente Tito Boeri, è intitolata Piano della performance 2018-2020 e individua gli obiettivi da raggiungere per i dipendenti Inps per accedere ad alcune forme integrative/aggiuntive di salario, tra i quali gli incentivi.
Il testo parla chiaro e non lascia spazio all’immaginazione. Tutto tace fino al 18 settembre 2018 quando l’Anmi (Associazione nazionale medici Inps), nel suo comunicato numero 12, nel quale fa il resoconto di un incontro avvenuto con la dirigenza Inps proprio sui criteri per valutare la performance dei dipendenti, contesta questi obiettivi in quanto ritiene che alcuni siano incompatibili con le norme deontologiche (revoca di prestazioni di invalidità civile).
Ovviamente, quanto descritto, nulla ha a che vedere con il giusto e necessario impegno di tutti gli operatori del settore a individuare i falsi invalidi.
Non è difficile immaginare quali possano essere le conseguenze delle indicazioni fornite dalla determina presidenziale: i medici dipendenti/strutturati Inps, quando in commissione dovranno valutare il grado d’invalidità di un cittadino avranno sicuramente un loro privato interesse economico che si scontrerà con il dovere professionale di agire secondo scienza e coscienza; i 900 medici che lavorano come esterni (a partita Iva), che costituiscono la grande maggioranza di coloro che stanno nelle commissioni e sui quali il dirigente medico strutturato a fine anno deve esprimere un parere per il loro rinnovo contrattuale sono consapevoli che le loro decisioni contribuiranno a determinare il premio economico del loro diretto superiore.
È palese che il cittadino sottoposto a visita potrà avere sempre il dubbio che la sua condizione non sia valutata oggettivamente con un conseguente forte calo di fiducia verso l’amministrazione pubblica (INPS). Inoltre, a fine anno, il medico dipendente Inps che si è comportato in scienza e coscienza potrebbe ricevere un riconoscimento economico decisamente inferiore a quello del collega che ha dato la precedenza al suo interesse privato.
“È utile dare un’idea delle cifre: l’Inps nel 2016 ha distribuito come bonus nel raggiungimento degli obiettivi ai propri medici strutturati 20.139.098,74 euro pari a un importo medio pagato al singolo medico di 38.879,40 euro/anno. Praticamente un secondo stipendio. A differenza di questi, nelle stesse commissioni d’invalidità siedono “i medici di categoria” che dovrebbero tutelare gli interessi dei cittadini: sono pagati 50 euro lordi a commissione (in genere dura 4-5 ore) pari a circa 10 euro lordi all’ora, se si sottrae la ritenuta d’acconto e il versamento per la cassa Enpam si arriva a circa 7 euro/ora”; Vi è un pò di differenza pur essendo entrambi della categoria dei medici.
Dalle colonne di questo Blog posso solo dire che sono indignato come cittadino, nel pensare che qualcuno possa solo ritenere di essere ricompensato da una struttura dello Stato per cancellare dei diritti: è indecente e inaccettabile: ritengo che questa determina deve essere immediatamente ritirata sia nel caso stia già funzionando, sia nel caso sia ancora in attesa di diventare operativa.
Leave a Reply